Stefano e Virgilio:
i fratelli di Primavalle
Stefano e Virgilio:
i fratelli di Primavalle
La famiglia Mattei – padre, madre e sei figli – viveva in un piccolo appartamento al terzo piano delle case popolari della borgata Primavalle, a Roma, in via Bernardo da Bibbiena. Mario era il segretario della sezione locale del Movimento Sociale Italiano, la moglie Anna lo seguiva anche in questa passione. Il figlio più grande, Virgilio, condivideva i loro ideali.
La notte del 16 aprile 1973 la storia della famiglia Mattei cambia per sempre, trasformandosi in una pagina tragica della storia italiana: un commando di Potere Operaio versa cinque litri di benzina sotto la porta di ingresso dell’appartamento abitato dai Mattei. Un incendio divampa rapidamente in tutte le stanze.
Anna e Mario si rendono immediatamente conto del pericolo e, nonostante siano già ustionati, fanno di tutto per mettere in salvo i loro figli. Virgilio, 22 anni, e Stefano, 10 anni, non ce la fanno: Virgilio tra le fiamme resta intrappolato sul balcone di casa, con il fratellino aggrappato alle sue gambe e che versava già in una condizione drammatica.
Virgilio e Stefano muoiono così, abbracciati, avvolti dal fuoco che li coglie in quell’estremo atto d’amore. Resta di quel momento la foto simbolo dell’abominio che si consumò a Primavalle: Virgilio affacciato al davanzale, il volto devastato dalle ustioni, la facciata del palazzo annerita dal fumo.
Una pagina funesta, un capitolo doloroso della storia di Roma e dell’Italia che racconta la profondità che può raggiungere l’abisso dell’odio politico.
Da diversi anni ormai, nel giorno dell’anniversario della morte dei fratelli Mattei e del rogo di Primavalle, le autorità cittadine, regionali e nazionali, indipendentemente dal colore politico, ricordano quel tragico evento, al fianco di tanti cittadini che non hanno mai smesso di farlo.
Anna e Mario non ci sono più da tanti anni. Con la figlia Silvia, scomparsa prematuramente nel maggio del 2025, si sono riuniti a Stefano e Virgilio.
La Regione Lazio ha voluto che, nel luogo del loro sacrificio, venisse realizzato un murales che dal 2025 restituisce i volti di Stefano e Virgilio, nel fiore della loro gioventù. Un omaggio a due vittime innocenti, e allo stesso tempo un monito.
La realizzazione del murales dedicato ai fratelli Stefano e Virgilio Mattei non è stato un semplice atto amministrativo, ma una scelta fortemente voluta dal Presidente Francesco Rocca e dall’assessore Giancarlo Righini. L’Amministrazione Regionale ha deciso di finanziare integralmente quest’opera con l’obiettivo di ricordare una ferita profonda: in un luogo segnato dall’odio, la Regione Lazio ha scelto di investire nella bellezza.
La trasformazione di una facciata delle case popolari diventa così un presidio di memoria attiva per l’intera comunità e un punto di riferimento per le nuove generazioni. L’opera è un manifesto contro ogni forma di odio: riaffermiamo con forza il principio universale secondo cui nessuna ideologia potrà mai giustificare il sacrificio di vite umane.
Il murales è stato realizzato da Massimiliano Carli, in arte Negus. La scelta della street art non è casuale: è un linguaggio immediato, che parla a tutti e che trasforma lo spazio pubblico in un museo a cielo aperto accessibile a ogni cittadino.
Un messaggio per il futuro, il simbolo di una Regione che non dimentica e che si impegna affinché la cultura sia un ponte contro ogni forma di intolleranza.
In questo solco di testimonianza e impegno, la Regione Lazio ha voluto donare una targa commemorativa dotata di un codice QR, che consente a chiunque visiti il luogo di accedere direttamente a questa pagina, così da poter conoscere la storia di Stefano e Virgilio e il senso del murales a loro dedicato.
Questo ponte digitale tra lo spazio fisico e l’approfondimento garantisce che la memoria di Stefano e Virgilio Mattei non resti solo un’immagine, ma diventi conoscenza e coscienza condivisa.
“Riportare i miei fratelli a Primavalle era un atto doveroso. Questo progetto è stato un’emozione continua: dall’ideazione all’esecuzione, sino al 16 aprile 2025, quando istituzioni, amici e i condomini di via Bernardo da Bibbiena hanno potuto riaccogliere Stefano e Virgilio a casa.
Ciò che mi riempie di più il cuore è sapere, tramite le testimonianze ricevute, che molti giovani, famiglie e soprattutto scuole si fermano ad ammirare il magnifico murales realizzato da Massimiliano. Si fermano per ricordare e raccontare la tragica pagina che abbiamo vissuto in quegli anni. Adesso sono a casa. Guardandoli, sento di aver restituito una nuova vita, seppur molto diversa, ai miei fratelli e ai miei genitori.”
“È stato per me un onore e un privilegio essere stato scelto per la realizzazione del murales dedicato a Stefano e Virgilio. L’emozione e la soddisfazione che ha riempito il mio cuore sono stati gli occhi di Antonella quando lo ha visto per la prima volta; era importante riuscire a interpretare il ricordo e il sentimento della famiglia ed era anche una grande responsabilità.
Ho voluto che avesse colori vivaci, che fosse luminoso e visibile, che fosse il contrario del buio, quello usato per spezzarne le vite. Il quartiere e Roma non devono dimenticarli.”
“L’attentato ai fratelli Mattei è stato uno degli atti di terrorismo politico più efferati dei cosiddetti anni di piombo. Alle istituzioni spetta il compito di ricordare, affinché l’odio e la violenza siano banditi per sempre dal confronto democratico.
Per questo la Regione Lazio ha stanziato le risorse necessarie per realizzare, proprio a Primavalle, un murales in memoria di quel tragico episodio. L’opera è il nostro modo per non dimenticare”.





